Tutt’intorno
finanzieri, politici, scrittori e stelle del cinema degli anni ’20
chiacchierano allegramente, in attesa di accedere ai numerosi camerini, nei
quali troveranno costumi da bagno e cambi d’abito generosamente offerti dal
padrone di casa, William Randolph Hearst,
magnate.
Alcuni ospiti, ma
soprattutto alcune ospiti, niente
affatto incantati dalla presenza scenica della consueta anima della festa,
l’attrice Marion Davies, cercano un
modo elegante per defilarsi in direzione della piscina coperta, un’esplosione
di ori e di azzurri, di marmi e di lampade liberty, che si dice nasconda, di quando in
quando, Johnny Weissmuller e i suoi
tuffi spettacolari dal minuscolo trampolino in muratura.
Lungo il tragitto
verso il divertimento proibito, qualche coppia decide di concedersi una partita
a tennis, occupando chiassosamente i diversi campi da gioco presenti nel
giardino della magione, opportunamente nascosti alla vista da una selva
variopinta di alberi e fiori, esotici e locali.
Qualche spirito
invidioso si intrufola per i corridoi della villa, una sterminata congerie di
camere da letto, di quartieri privati e di ambienti arredati con sfarzo leggendario,
alla ricerca del particolare kitsch, dell’errore progettuale da attribuirsi
all’artefice del luogo, l’architetto Julia Morgan.
Un rapido sguardo
alla sala dei ricevimenti, un’intrusione indiscreta nel Refettorio a caccia di
anticipazioni per il pasto serale, una partita solitaria a biliardo saranno forse
in grado di soddisfare quella sua inclinazione maligna.
Probabilmente
sconcertato dalla camera del cucito espressamente ideata per la cortigiana del
palazzo, tuttavia, preferirà ora uscire all’aria aperta e godersi l’incantevole
panorama delle terre coltivate digradanti verso la macchia scura dell’oceano
non troppo lontano.
Dalla sommità della
collina sulla quale l’intera residenza è costruita si dipartono tortuosi sentieri
in cotto, ingentiliti da mattonelle lavorate alla maniera nordafricana, a
bordare aiuole, a rivelare algide statue, a condurre a fontane.
Quegli stessi
sentieri avranno frattanto guidato alle segrete del castello i personaggi più
arditi, stanchi di aspettare l’eventuale apparizione del padrone di casa e
della modica quantità di liquore da lui puntualmente offerta: migliaia di
bottiglie di vino pregiato, ordinatamente esposte su scaffalature di legno
scuro, avranno perciò accolto i visitatori inaspettati, oramai gaudenti a buon
diritto, con polverosa indifferenza.
Un orologio batte le
ore, sono le ventitré.
È tempo di raggiungere la sala cinematografica privata dove, probabilmente, sarà possibile stringere la mano al facoltoso mecenate e assistere alla proiezione di una delle tante pellicole da lui prodotte, in attesa che lui stesso ne ispiri qualcuna.
E.M.
È tempo di raggiungere la sala cinematografica privata dove, probabilmente, sarà possibile stringere la mano al facoltoso mecenate e assistere alla proiezione di una delle tante pellicole da lui prodotte, in attesa che lui stesso ne ispiri qualcuna.
E.M.