venerdì 18 gennaio 2013

Notizie da Lilliput 62: Crossing Montana


Le strade di Santa Monica dividono i quartieri della città in tanti quadrati simili agli elementi colorati di una coperta patchwork. Di qua le villette, di là la zona pedonale, a ovest le abitazioni sulla spiaggia, a est i capannoni commerciali.


Lungo i loro marciapiedi si alzano palme basse dall’aspetto solido e rassicurante, alternate a palme altissime e sottili, perlopiù ripiegate in cima, alla perenne ricerca di un po’ di luce calda. Corvi e scoiattoli trovano qui rifugio sicuro e punto di osservazione privilegiato sul mondo circostante.

Al di là degli alberi ci sono costruzioni dalle architetture più diverse, capaci di soddisfare qualsiasi esigenza, funzionale o estetica. Ricercarne una linea guida, tuttavia, può rivelarsi compito quanto mai arduo e perfino inutile. L’indiscussa bellezza del luogo, infatti, risiede anche, o forse soprattutto, nella mistura, perfettamente amalgamata, di archi ispanici e vetrate moderniste, mattonelle arabe e prati all’inglese.

Gli abitanti, dal canto loro, non sembrano soffrire di tale, evidente mancanza di omogeneità, sfruttando i propri momenti liberi per godere, al contrario, della pace e della tranquillità della vita di quartiere, divisa tra la spesa al supermercato locale e il caffè tra amici al bar di fiducia, tra le attività extracurriculari dei figli presso la parrocchia giù all’angolo e la passeggiata salutare in riva all’oceano.

Ogni zona ha un carattere ben definito, una connotazione particolare. 
Montana Avenue, per esempio, risplende di vetrine patinate e di graziose boutique, di localini per vegetariani chic e di negozietti di articoli insoliti. Da queste parti le auto sono berline di lusso o SUV di importazione, le une e gli altri immancabilmente orgogliosi dei propri motori rombanti e della propria carrozzeria scintillante al sole.

Qualche piccola galleria d’arte osa contendere la scena a gioielli di designer più o meno famosi, a abiti e a accessori di stilisti più o meno promettenti, mentre deliziose casette a un piano nascondono palestre alla moda, con l’abituale contorno di tappetini da yoga e fasce per capelli, o studi legali o medici, generalmente a più nomi sulla targa in ottone di fianco all’ingresso.

Col sopraggiungere della notte, poi, piccole luci dalle sfumature chiare, al pari di luminarie natalizie, adornano le piante ai bordi della strada, trasformando il paesaggio nella cartolina illustrata di un qualche paese fiabesco che si prepari coscienziosamente per il 25 dicembre. E la presenza dello storico Aero Theatre, d’altronde, con il suo ingresso piacevolmente rétro, non fa che accentuare la sensazione bizzarra di sospensione tra passato e presente, tra reale e fantastico.
Che, a volte, si vorrebbe non finisse mai. 

E.M., Santa Monica