martedì 19 febbraio 2013

Notizie da Lilliput 77: Jesce sole

Ci sono certe giornate di febbraio, a Santa Monica, capaci di rallegrare anche il più pessimista degli uomini.

Sono quelle giornate che si annunciano gialle e azzurre fin dalla mattina, quando il termometro subisce un’impennata verso climi tardo-primaverili, piuttosto che invernali.

Sono quelle giornate che sembrano rischiarare anche gli ambienti più bui, solitamente meno esposti alla luce solare che ora, invece, si intrufola ovunque, incurante dei segreti celati e dei desideri nascosti, col preciso scopo di alleggerire fardelli e tristezze, di alleviare delusioni e brutture.

In giornate così, anche il canto degli uccelli sembra avere note diverse, più calde: dall’alto dei rami o dai tetti delle case comunica il pensiero cristallino di corvi e passeri a quanti siano in grado di capirlo o anche solo di apprezzarlo. La strada alla quale si annuncia assume sfumature irreali, fiabesche quasi, trasfigurando in un posto in cui valga davvero la pena vivere.

In giornate così, il caffè o il cappuccino li si consuma all’aperto, comodamente seduti ai tavolini esterni di uno dei tanti locali che colorano la città, tra ciotolone di acqua espressamente dedicate ai cani e passeggini parcheggiati maldestramente sul marciapiede, ragazzine in giro a fare acquisti e paparazzi a caccia di scoop.

È in giornate simili, che ci si interroga seriamente sulla necessità di un mezzo di trasporto diverso dalla bicicletta o dallo skateboard che, infatti, sfrecciano per ogni dove, attentando alla salute fisica di chi, malauguratamente, non dovesse scansarli per tempo.

È in giornate simili che, lavoro o scuola permettendo, ci si ritrova al mare, a oziare sull’infinita spiaggia che unisce Santa Monica a Venice Beach, a Marina del Rey: sedie a sdraio e ombrelloni compaiono alla chetichella, all’inizio vergognandosi un poco, poi esibendosi orgogliosamente al resto dei gitanti; venditori e venditrici di frutta esotica battono incessantemente l’arenile, promettendo dolcezze e leccornie tutt’intorno; bagnini e poliziotti, ligi al proprio dovere, scrutano meticolosamente l’orizzonte vicino e lontano.

A squadre ci si muove verso le reti da beach volley, generosamente offerte dal comune a atleti di ogni provenienza e età, che puntualmente si sfidano sul terreno incerto, garantendo un piacevole intrattenimento a chiunque abbia la pazienza di osservarli.

Qualche pallone da rugby solca il cielo sopra i bagnanti che, imperterriti, entrano e escono dall’acqua, ogni tanto tremando di freddo, ma sempre scansando bambini intenti a giocare con la sabbia del bagnasciuga e gabbiani alla perenne ricerca di cibo.

I parcheggi, minuscoli nella distanza, diventano di minuto in minuto più rari e preziosi: fino alla sera, quando le nuvole si faranno prima rosse e poi nere e la luna risplenderà, bianca, in attesa di farsi nuovamente sole e nuovamente giallo.

E.M., Santa Monica