lunedì 7 ottobre 2013

Notizie da Lilliput 123: Casa dolce casa

Quando la fortuna ci mette lo zampino, ritarda il volo fino a farlo quasi cancellare, costringendo i passeggeri in transito da Roma a Los Angeles a brusche modifiche di piani e progetti.

Abbandonata la rotta iniziale, che avrebbe condotto a destinazione uomini, donne e bambini nel buio della notte, il nuovo attraversamento dei cieli, passando per una grigia e piovosa Francoforte, consegna i provati pellegrini dell’aria a un assolato e ridente pomeriggio californiano.

Felicemente superata la soglia verso il Nuovo Mondo, custodita con precisione elastica dai dipendenti del BCP (Border and Customs Protection), ci si può finalmente concedere un rilassante ritorno in città, circondati dai colori accesi del tramonto urbano.

Lasciatesi alle spalle le arterie affollate del traffico da e verso l’aeroporto, il primo elemento familiare e perciò amico, la fontana sempre attiva della Loyola Marymount University, distrae piacevolmente e piacevolmente incanta, con i suoi zampilli cristallini, rinfrancando lo spirito, inevitabilmente scosso dalla prolungata inattività.

Lincoln Avenue, intanto, una delle più importanti direttrici nord-sud dell’intera area, si va riempiendo delle tonalità accecanti del sole che muore, circondato, nella sua trasfigurazione ineffabile, di nuvole rosa e di scampoli dorati.

Più in basso, a sinistra e a destra, i grandi condomini dagli ottoni luccicanti sono diventati, nell'indifferenza generale, casette basse e trascurate, negozietti asfittici e scuri, insignificanti esemplari di amore e squallore, che pure rendono il quartiere fascinoso e indimenticabile.

Un’accozzaglia di insegne pretenziose, ricordo di passati principeschi, si presenta disordinatamente alla vista, nel tentativo malcelato di irretire uno sguardo, di catturare un pensiero.

Vetrine ricoperte di caratteri stinti si affastellano ovunque, reclamizzando tatuaggi, proponendo caffè: il viaggiatore avvertito se ne terrà lontano, fantasticando tuttavia di cederne alla lusinga e di varcarne l’uscio, nella speranza di assorbire il senso di precarietà e di approssimazione che simili luoghi custodiscono gelosamente.

In pochi minuti, tanto, si raggiungerà l’incrocio con Marine, rassicurante compendio di villette graziose e giardini curati, che, come d’incanto, spazzerà via le suggestioni fosche poco prima avvertite, ripristinando calore e colori dell’esistenza.

Il tragitto, ormai, volge al termine: una di seguito all'altra, sfileranno, in seguito alla svolta sull'undicesima strada, le chiassose vie di Santa Monica, conducendo finalmente, e una volta di più, a casa.

E.M., Santa Monica