mercoledì 9 ottobre 2013

Notizie da Lilliput 125: Who's Afraid of Big Bear Lake

A Big Bear Lake, nella Contea di San Bernardino, California, tutto sa di orso.

A iniziare dal nome della località, adagiata mollemente sulle rive del lago omonimo, e di quello della sua vicina, Big Bear City, a discapito del suono pretenzioso solo una manciata di case sparse a ridosso della strada principale, il Big Bear Boulevard.

Riferimenti ai massicci plantigradi tradiscono anche le Big Bear News, il notiziario locale alla radio, e il Big Bear Grizzly Newspaper, il quotidiano della zona; i luoghi di ritrovo (il diner Teddy Bear, il ristorante Happy Bear), e perfino la discarica, opportunamente ribattezzata Clean Bear.

Disseminati lungo i viali, ordinati come si confà a un qualsiasi eremo di montagna, sono visibili esemplari immobili dei tanto decantati animali, sorpresi nelle pose più varie: teneri cuccioli, minacciosi kodiak e indifferenti baribal popolano silenziosamente l’ambiente circostante, incutendo timore e proteggendo, nel modo misterioso proprio delle statue, le porte e le finestre, le travi e i gradini.

Altrove, poche migliaia di esseri umani capaci di moltiplicarsi a dismisura in occasione del festival internazionale di cinema e, soprattutto, dell’avvento della stagione invernale (ricca di neve e di sport a essa legati), accolgono il visitatore esibendo orgogliosamente case dai colori vivaci, calde di rosso e vibranti di giallo, pittorescamente incorniciate di merli e di pizzi, intagliati lungo i tetti e sopra gli usci.

Quegli edifici, sapientemente lavorati col legno e con la pietra, richiamano immancabilmente alla memoria paesaggi alpini, fatti di verde e di marrone, di tendine inamidate e di profumo di camino.

Il centro cittadino, composto di piccole costruzioni dal sapore europeo, offre locali in cui scaldarsi le membra intirizzite e negozietti in cui rassicurarsi il ricordino d’ordinanza, sia esso una tazza, un cappello o una felpa, tra una birreria insolitamente aperta anche la mattina e una baita ospitante l’ufficio informazioni.

Da qualsiasi parte ci si giri, si vive la convinzione costante d’essere in Svizzera o in Austria (con un paese della quale la cittadina è effettivamente gemellata); da qualsiasi parte ci si giri, si vive immersi in un panorama di cime dorate e di timidi stambecchi.

Unica nota stonata in una simile partitura altrimenti perfetta, i continui rifacimenti del manto stradale, nelle intenzioni dei promotori tassello necessario alla trasformazione dei percorsi pedonali, appena gibbuti, in eleganti marciapiedi dai richiami d’oltreoceano; eppure, nella realtà dei fatti, ostacolo grinzoso alla fantasia, fatalmente strappata alle sue incursioni nella terra dei troll e degli gnomi dai prospetti colorati delle vie che verranno, ostentatamente presenti a ogni angolo di strada.

E.M., Big Bear Lake