lunedì 11 novembre 2013

Notizie da Lilliput 139: Aggiungi un posto a tavola

Più dei piccioni e dei corvi, più dei gabbiani e degli uomini, sono gli scoiattoli, i veri abitanti di Santa Monica.

Contrariamente alla comune credenza, che li immagina nascosti sugli alti rami di un abete o di un pino, questi indefessi esploratori di nuovi luoghi e di diversi lidi, si appropriano di qualsiasi arbusto o albero abbastanza solido su cui riposare e vivere.

Lo scrittore newyorkese, appena trasferitosi dalla costa orientale, troverà insieme affascinante e inaudito un simile pensare, spiando per ore, incantato e interdetto, i piccoli roditori alle prese con le sfide consuete della vita quotidiana.

E davanti al passante amante della natura, provvisto di macchina fotografica e busta di semi di girasole (esche predilette dagli infaticabili animaletti), canterà le lodi della coppia di creature adottata prontamente da lui e da sua moglie.

Un improvviso scricchiolio sul marciapiede o un discreto agitarsi di foglie e fronde rivela immancabilmente la presenza di uno o più esemplari, di dimensioni solitamente generose e di carattere piuttosto mutevole.

Si ricreda velocemente chiunque pensi di poterli avvicinare senza sforzo: guardinghi e sospettosi, i più non si lasceranno lusingare dal balenio inaspettato di leccornie e moine, ma fuggiranno velocemente, per poi osservare a distanza, da una postazione sicura, l’umana invadenza.

Eppure, di quando in quando, forse la fame o forse un’inclinazione personale alla curiosità, spingerà uno scoiattolo a tentare la sorte e, con movimenti cauti, a avvicinare lo straniero dalla voce ridicola e dalle intenzioni gentili.

Ingessato in una posizione scomoda (generalmente rannicchiato sul bordo di un’aiuola o inginocchiato con una mano piantata saldamente sul terreno), il novello boy scout assisterà commosso alle tecniche di avvicinamento e separazione del suo compagno occasionale, attirandolo quanto più vicino a sé con la sapiente distribuzione di noci e noccioline che l’animale, immancabilmente, annuserà e, solo in un secondo momento, avidamente divorerà.

Ogni minimo rumore, ogni minimo spostamento d’aria, porterà il festante a una ritirata preventiva, dalla quale, nondimeno, tornerà all’assalto del bottino, di volta in volta facendosi più audace e incline alla fraternizzazione.

Dopo qualche tempo, tuttavia, il corpo scarsamente allenato del misterioso benefattore, non reggendo ulteriormente la fatica accumulata nei minuti di respiri trattenuti e di gesti accennati, cederà, sollevandosi con cautela e riprendendo il proprio viaggiare.


Mentre il roditore di città, nuovamente al riparo, lo seguirà con lo sguardo vispo e, magari, con un misto di riconoscenza e affetto.

E.M., Santa Monica