martedì 21 gennaio 2014

Notizie da Lilliput 153: Giorni e (poche) nuvole

A volte sembra che il tempo meteorologico non sia di casa, a Santa Monica.

Capita infatti di tornare in città dopo la pausa natalizia e di ritrovarsi immersi, anziché in un ambiente composto di maniche lunghe e scarpe chiuse, in un clima che poco ha a che spartire con i rigori dell’inverno o anche solo con lo spauracchio della mezza stagione.

E pare irrilevante, in occasioni simili, atterrare a giorno fatto o nella tenebra più fitta: la sensazione, spaesante e godibile insieme, sarà sempre la stessa. Quella, cioè, di abitare un paradiso tropicale, animato di uccelli esotici e arbusti sconosciuti.

In cui ben presto gabbiani e corvi, palme e pini riporteranno alla realtà, senza nulla togliere, fortunatamente, al tepore tardo-primaverile dell’aria.

Riconciliatisi con la bizzarria dell’evento, da questo momento in poi ci si potrà concedere un imprevisto assaggio di bella stagione che, combinato con la quasi totale assenza di piogge, renderà l’esperimento oltremodo piacevole.

Camminare lungo strade assolate, in pieno inverno, sfoggiando abiti leggeri e tessuti potenzialmente inadatti al momento presente, regala un brivido di piacere proibito, da condividere, segretamente o meno, con gli altri eletti, autoctoni e stranieri, che riempiono le piazze e i ritrovi di esclamazioni di giubilo all’indirizzo di queste temperature inaspettate.

I luoghi solitamente deputati ai divertimenti estivi, i camminamenti pedonali a ridosso dell’oceano e, naturalmente, la spiaggia, rivelano dunque i segni inconfondibili di un’attività frenetica.

Qua i ciclisti e i surfisti si contendono i raggi caldi del sole californiano; mentre stuoini e asciugamani punteggiano, impunemente, di sé, la distesa infinita di sabbia chiara.

A guardare il calendario, poi, si rischia il tracollo: la prima metà di gennaio, infatti, è stata appena raggiunta e felicemente superata in pantaloncini al ginocchio e unguenti protettivi, unici rimedi certi contro i 28° costanti.

Eppure, qualcuno, nonostante il barometro suggerisca altrimenti, si ostina a sfoggiare giacche di lana e stivali imbottiti: costoro, uomini e donne dalla ferrea concezione atmosferica, mantengono il proprio punto sfilando a testa alta per le vie cittadine, adornando i marciapiedi di colori tenui e stoffe pesanti.

Incontrandoli all’improvviso, dopo un primo attimo di imbarazzo e smarrimento, viene spontaneo interrogarsi sul motivo profondo della loro tenuta: forse sono penitenti in cerca di redenzione, forse sono esseri costruiti di amianto.


Il cruccio, tuttavia, è passeggero: l’acqua cristallina richiama, invitante, a sé.

E.M., Santa Monica