Alcune mattine di
sole, a Santa Monica, portano inequivocabilmente con sé i segni della
perfezione.
In apparenza uguali a
quella precedente e a quella successiva, rivelano tuttavia una sfumatura
diversa; profumano di un’essenza particolare; nascondono un sintomo prezioso.
Queste mattine iniziano,
solitamente, con un raggio di sole impertinente, capace, nonostante le persiane
chiuse, di intrufolarsi all’interno della camera da letto, di danzare sulle
coperte, di riflettersi sullo specchio e, infine, di risvegliare dal sonno.
Inutile cercare di
opporglisi o, peggio ancora, di ignorarlo: incurante dell’ora e delle
formalità, infatti, l’astro avrà sempre la meglio, conducendo il dormiente a un
repentino stato di veglia e, poco dopo, a una salutare colazione.
La temperatura
esterna, intanto, ha facilmente raggiunto i 28°: ci si prepari dunque a
affrontare il mondo reale con un salutare spirito d’avventura.
Le strade, nonostante
il calendario indichi si sia appena a metà gennaio, tradiscono un aspetto sano,
tipico della bella stagione, più che di un fine settimana invernale.
Un gatto striato, uno
dei pochissimi esemplari visibili in giro, si lecca voluttuosamente la zampa e,
incuriosito al richiamo del passante, gli si fa incontro, amichevole e
affettuoso.
Ovunque sono
naturalmente le maniche corte e le infradito a punteggiare i marciapiedi; e non
solo in prossimità della spiaggia dove si è immancabilmente diretti.
Incrocio dopo
incrocio, quartiere dopo quartiere, ci si scambia sguardi soddisfatti con gli
altri passanti: i parchi, le aree ricreative, le zone pedonali riecheggiano
delle espressioni di sorpresa e felicità per l’estate fortunosamente in
anticipo.
È in riva all’oceano,
tuttavia, che si percepisce l’eccezionalità del momento presente nel modo più
adamantino possibile.
Qui, tra un cane che
razzola sull’erba a caccia di piccioni e una coppia di genitori che istruisce
la giovanissima prole sulle meraviglie della pallacanestro, la perfezione della
giornata si sente, si respira, si tocca.
Sottilmente, con un
che di misterioso e oracolare, essa appare infatti al senziente, che, la bocca
semiaperta per la meraviglia, non riesce a reagire se non ridacchiando tra sé,
alla maniera degli stolti.
Un guizzo improvviso
gli balena davanti agli occhi, un pensiero fulmineo collega tutte le sensazioni
e le visioni finora esperite: mattine così, sospira, ce ne vorrebbero molte di
più.
E.M., Santa Monica