sabato 19 ottobre 2013

Notizie da Lilliput 130: Soul Kitchens

Chi varca la soglia del Laurel Hardware, al 7984 del Santa Monica Boulevard, West Hollywood, CA, non è alla ricerca, nonostante il nome del locale, di vernici e martelli, di cesoie e catene.

Chi varca la soglia del Laurel Hardware, al 7984 del Santa Monica Boulevard, West Hollywood, CA, non è all’inseguimento, nonostante l’insegna del locale, di utensili e acciaio, di ferramenta e chiavi.

Chi varca quella soglia, che mantiene orgogliosamente il proprio aspetto originario, è a caccia, piuttosto, di sapori forti: quelli, per essere precisi, della tradizione gastronomica californiana, con qualche tocco di provenienza esotica.

Alla maniera di New York, infatti, anche Los Angeles si è adeguata allo scorrere del tempo, reinventando ristoranti, rivoluzionando stili. E il Laurel Canyon Hardware Restaurant, questa la dicitura completa del luogo in oggetto, ne è uno degli esempi più illuminanti.

Simile procedimento, elementare eppure fortunatissimo, necessita di una struttura di partenza, di preferenza un vecchio negozio di quartiere ormai in disuso, da modificarsi esclusivamente all’interno: il risultato, bizzarro e affascinante in ugual misura, restituisce un edificio apparentemente identico all’originale, ma in realtà percorso da nuova vita e rinnovata energia.

Se, poi, l’opera di ristrutturazione si rivela particolarmente felice, come in questo scorcio di città, l’esperienza del viaggiatore, che vi si fermi in sosta tra una meta e l’altra del proprio peregrinare o vi incontri amici, viandanti come lui, può dirsi prossima alla perfezione.

Un primo ambiente lungo e stretto, pochi sedili scuri intorno a tavoli di legno abbelliti da lampade bizzarre, parto inconfondibile della mente di uno scienziato pazzo, o di un fabbro genialoide, infatti, inganna e seduce, con le sue forme essenziali, con i suoi colori minimalisti.

Poco oltre, invece, una sala sterminata e inondata di luce, scombina lo scenario, azzera l’esperienza: stili diversissimi tra di loro, eppure perfettamente amalgamati gli uni con gli altri — rame, ferro, cristalli scintillanti — accolgono lo spaesato avventore, regalandogli un’istantanea d’altri tempi, foto-ricordo di un café parigino del XIX secolo.

Non ci si lasci, tuttavia, sviare dalle forme accattivanti: il percorso non si è ancora concluso, l’esplorazione non è ancora completa. Le ampie vetrate, che riflettono le mille sfumature del sole californiano, svelano infatti il cuore del locale, il suo spazio segreto, la sua anima pulsante: un patio elegante, rifugio dai rumori e dalle ansie della frenesia urbana.


Che, tra ombrelloni e poltroncine, palme e piante ornamentali, attende, paziente, il proprio turno per raccontare luci e ombre della Città degli Angeli.

E.M., Santa Monica