Chi varca la soglia del
Laurel Hardware, al 7984 del Santa Monica Boulevard, West Hollywood, CA, non è
alla ricerca, nonostante il nome del locale, di vernici e martelli, di cesoie e
catene.
Chi varca la soglia del
Laurel Hardware, al 7984 del Santa Monica Boulevard, West Hollywood, CA, non è
all’inseguimento, nonostante l’insegna del locale, di utensili e acciaio, di ferramenta
e chiavi.
Chi varca quella soglia, che
mantiene orgogliosamente il proprio aspetto originario, è a caccia, piuttosto,
di sapori forti: quelli, per essere precisi, della tradizione gastronomica
californiana, con qualche tocco di provenienza esotica.
Alla maniera di New York,
infatti, anche Los Angeles si è adeguata allo scorrere del tempo, reinventando
ristoranti, rivoluzionando stili. E il Laurel Canyon Hardware Restaurant,
questa la dicitura completa del luogo in oggetto, ne è uno degli esempi più
illuminanti.
Simile procedimento,
elementare eppure fortunatissimo, necessita di una struttura di partenza, di
preferenza un vecchio negozio di quartiere ormai in disuso, da modificarsi esclusivamente
all’interno: il risultato, bizzarro e affascinante in ugual misura, restituisce
un edificio apparentemente identico all’originale, ma in realtà percorso da
nuova vita e rinnovata energia.
Se, poi, l’opera di
ristrutturazione si rivela particolarmente felice, come in questo scorcio di
città, l’esperienza del viaggiatore, che vi si fermi in sosta tra una meta e
l’altra del proprio peregrinare o vi incontri amici, viandanti come lui, può
dirsi prossima alla perfezione.
Un primo ambiente lungo e
stretto, pochi sedili scuri intorno a tavoli di legno abbelliti da lampade
bizzarre, parto inconfondibile della mente di uno scienziato pazzo, o di un
fabbro genialoide, infatti, inganna e seduce, con le sue forme essenziali, con
i suoi colori minimalisti.
Poco oltre, invece, una sala sterminata
e inondata di luce, scombina lo scenario, azzera l’esperienza: stili
diversissimi tra di loro, eppure perfettamente amalgamati gli uni con gli altri
— rame, ferro, cristalli scintillanti — accolgono lo spaesato avventore,
regalandogli un’istantanea d’altri tempi, foto-ricordo di un café parigino del XIX secolo.
Non ci si lasci, tuttavia,
sviare dalle forme accattivanti: il percorso non si è ancora concluso,
l’esplorazione non è ancora completa. Le ampie vetrate, che riflettono le mille
sfumature del sole californiano, svelano infatti il cuore del locale, il suo
spazio segreto, la sua anima pulsante: un patio elegante, rifugio dai rumori e
dalle ansie della frenesia urbana.
Che, tra ombrelloni e
poltroncine, palme e piante ornamentali, attende, paziente, il proprio turno per
raccontare luci e ombre della Città degli Angeli.
E.M., Santa Monica
