10201 West Pico Boulevard, Los Angeles: solo un occhio prosaico e poco attento potrebbe
definire quest’indirizzo uno dei tanti centri di produzione cittadini, legati
alla politica del successo e poco più.
Fin da subito,
infatti, il luogo appare diverso da tutti gli altri comprensori della zona: due
ingressi imponenti, rigorosamente sorvegliati da guardie gentili e accoglienti,
rivelano scorci inconsueti, per quest’angolo di paese.
Negozi di bagel
dall’accento aschenazita, edifici di mattoni rossi di chiara natura
nuovaiorchese, portoni di legno dall’inconfondibile impronta italoamericana
fanno capolino oltre la sbarra d’accesso, suscitando la curiosità di ogni
viaggiatore sensibile al fascino della realtà rivestita di fantasia.
Benvenuti nel dominio
incontrastato della 20th Century Fox! dove ogni angolo rivela una storia e
niente è ciò che sembra, dove gli uscieri danno del tu ai vicepresidenti e il
cibo della mensa è insolitamente gustoso.
Sotto l’immenso cielo
azzurro californiano, i dipendenti di uno dei colossi mondiali del cinema e
della televisione si riuniscono in capannelli, si dimostrano particolarmente
gentili con lo straniero, chiacchierano e ridono come se, anziché a lavoro, si
trovassero in qualche parco dei divertimenti a distrarsi e rilassarsi.
Gli alti palazzi
tutt’intorno, al contempo fucina creativa e economica di portata mondiale, pullulano
di gente che sorride, si saluta, si racconta le ultime e pure qualche barzelletta.
I cubicoli, altrove
famigerati pertugi in cui stipare quotidianamente corpi, sogni e frustrazioni, qua
si aprono a voli pindarici, a respiri infiniti.
Mentre gli uffici
dirigenziali, non molto più grandi di quelli di ogni altro comune collega,
hanno il viso sporco del cioccolato e delle caramelle che, invitanti, si
offrono all’ospite in visita.
La frenesia,
l’acredine, il malanimo, che si pensano costitutivi di un simile universo,
apparentemente non lo sono, né se ne scorge traccia in alcun luogo.
Trascorrere anche
solo poche ore all’aria aperta, anche solo una mezza giornata di un’intera
esistenza, a gironzolare tra le aiuole verdi, nella speranza di intravedere
qualche gloria del piccolo o grande schermo, o a godere della vista di altri
esseri umani soddisfatti e sereni, restituisce calma anche alla personalità più
frustrata, restituisce buonumore anche all’animo più esacerbato.
Le palme, intanto,
con i loro tronchi alteri e le loro chiome vistose, occhieggiano da su,
smaniose anch’esse di apparire, chi in uno scorcio di Bronx, chi in una
sequenza densa d’effetti speciali.
Perché tutti, a Los
Angeles, aspirano ai quindici minuti di celebrità.
E.M., Santa Monica