mercoledì 19 febbraio 2014

Notizie da Lilliput 171: La nebbia si è fermata a Encinitas

La nebbia avvolge il pomeriggio di Encinitas con metodicità certosina e con un tocco delicato e soffice.

Le sue folate lanuginose si stendono, velo dopo velo, a coprire l’oceano a ovest e la città vecchia a est, a nascondere i giardini di Paramahansa Yogananda a sud e il resto della California a nord.

La si sente frullare nell’aria, insieme ai rari uccelli tanto coraggiosi da attraversare il cielo improvvisamente venuto a mancare, mentre, pensierosa, spande centinaia e migliaia di minuscole gocce pungenti sui visi, sui camini, sui muri.

D’un tratto, da un marciapiede all’altro, da un negozio all’altro, non si distinguono più figure certe, non si riconoscono più contorni sicuri; e il panorama tutto si perde nei confini indistinti della fantasticheria, nelle steppe sfuggenti dell’illusione.

Uomini, animali e cose fluttuano ora in una dimensione parallela, inebriandosi della sensazione ritrovata di totale abbandono, di estrema libertà, dai vincoli sociali, dai legami spaziali, dagli obblighi temporali.

Leggeri come piume, si muovono danzando, tracciando al contempo disegni misteriosi e antichi nei vuoti invisibili formatisi silenziosamente tra di loro.

In lontananza, in prossimità di binari spettrali immersi nel bianco opaco della bruma, si sente, imperioso, il fischio di un treno, arrivato inaspettatamente a lacerare con intento salvifico la compatta uniformità dell’orizzonte.

Col passare dei minuti, delle ore, la foschia inizia a penetrare gli usci e i cuori, le pareti e le coscienze, al pari di una malia sottile, al pari di un sortilegio pericoloso.

Al riparo di una caffetteria, oltre i vetri appannati che riflettono la trama cotonosa all’esterno, ci si può concedere allora un attimo di riposo e, con una bevanda calda tra le mani, ricominciare a respirare dopo la prolungata apnea.

La pausa, tuttavia, non dura molto: il richiamo della natura e dei suoi segreti poco dopo si infila nei vani delle porte, bussando agli intestini, circuendo le menti, confondendo i sensi; obbligando a una scelta, spingendo a una decisione.

La nebbia, infatti, non tollera distrazioni, non accetta compromessi: pretende rispetto e attenzione; reclama affetto e benevolenza; ricambiando, munifica, con i suoi doni speciali e le sue benedizioni.


Che basta un alito ottuso di vento a disperdere, impotente, con un soffio.

E.M., Carlsbad