Come molte città
americane, anche Santa Monica vanta la sua Main Street. Contrariamente a quanto
si potrebbe credere, però, non ha l’aspetto tipico della grande arteria urbana. Sembra invece più la strada principale di un piccolo centro, fatta di due
sole corsie sulle quali si affacciano caffetterie radical-chic e bar “bio”,
negozietti vintage e palestre alla moda, piccoli musei e biblioteche tascabili.
Percorrendola tutta,
a un certo punto ci si imbatte in una striscia di terra coloratissima,
recintata lungo i quattro lati: è uno dei giardini comunitari, il primo, il più
conosciuto, il più grande.
Frutta e verdura, gerbere e girasoli vengono coltivati pazientemente da volontari col
pollice verde che, pur se non sempre accompagnati da garbato gusto estetico, non
rinuncerebbero mai all’appuntamento con il “proprio” pezzetto d’orto, utile a
scacciare delusioni e pensieri cupi se lavorato con tenacia e dedizione.
E forse è appunto
questo l’ingrediente segreto, il misterioso filtro magico che permette al
risultato ultimo, nonostante le evidenti pecche di superficie — il
caos, l’affastellamento e l’approssimazione — di comunicare allegria e serenità
perfino al pedone più distratto, perfino all’automobilista più frettoloso.
Poco più in là, lo
spettacolo della natura che si insinua tra il vetro e il cemento prosegue la
domenica mattina col Farmers' Market, uno dei tre mercati biologici della
città.
Qui, uomini e donne, giovani e vecchi, che durante la settimana hanno riversato
preoccupazioni e affanni sulle zolle brune, hanno finalmente la possibilità di
incontrare altri uomini e altre donne, altri giovani e altri vecchi interessati, come loro, ai prodotti genuini del sole
californiano.
Dalle 9.30 alle 13,
la piazza che ospita l’evento brulica di vita e di salute: neonati in passeggino,
coppie di mezz’età in cerca di un pretesto per far pace, nonni ciabattanti a
caccia di un momento di pausa dal proprio nipote pestifero si muovono e parlano, gridano e mangiano sotto l’egida, rassicurante, dell’ortaggio sano,
del frutto garantito.
A ben guardare,
tuttavia, tra i chioschetti chiassosi e affollati di persone e di sapori,
vigilano nell’oscurità anche gli occhi attenti del fanatico salutista, del
padre di famiglia che, in seguito a un crollo psicofisico, ha deciso di
intraprendere una crociata contro il lardo fuso e il burro in padella, trascinando
l’intera famiglia con sé.
Moglie e figli,
fratelli e nipoti sono stati catapultati, da un momento all’altro, in una
spirale fatta di alimenti acquistati esclusivamente al supermercato biologico,
di saponi privi di profumazione, di detersivi incolori e tristi che nemmeno in un convento di clausura sarebbero ben accetti.
Fortunatamente, però,
domenica è sempre domenica e quindi, tra musicisti di strada e palloncini
colorati, ci si può svagare un po’ e sospendere il giudizio sui propri malanni.
E.M.