mercoledì 16 ottobre 2013

Notizie da Lilliput 129: Mangiare, bere, bambino, ragazza

Quando uno, ormai, pensa d’averla capita, d’averne preso per bene le misure, d’averla inquadrata accuratamente, ecco che Santa Monica, d’un tratto, tende un tranello, fa lo sgambetto.

Capita infatti di camminare lungo una delle sue strade apparentemente senza fine, la Terza, per esempio, in un’assolata mattina di metà ottobre, e di imbattersi in un banchetto dal sapore antico, sul quale riposano, in bella mostra, caraffe in vetro colme di liquido chiaro e pile speranzose di bicchieri usa e getta.

Un cartello vergato di grafia infantile, come infantile è il viso del giovanissimo affarista, invita all’acquisto di limonate a un dollaro.

Apparentemente privo di imbarazzi o reticenze, il bambino, che porta scritto il proprio nome su una targhetta autoadesiva, richiama l’attenzione dei rari passanti sulle prelibatezze in vendita, abbassando o sollevando il tono di voce, a seconda dell’urgenza.

A accompagnarlo in questa prima, vibrante, esperienza professionale, un assistente ancora più giovane, presumibilmente un fratello minore, dieci anni di spensieratezza e eccitazione a disposizione di chiunque si presti all’esperimento gastronomico d’antan.

La domenica, del resto, è il giorno della settimana in cui gli studenti, fin dalla notte dei tempi, e indifferentemente dal proprio ordine e grado, si riuniscono in capannelli a smerciare ghiottonerie di provenienza casalinga, nella speranza di raccogliere fondi da destinare ai fini più svariati.

Non stupiscano quindi, poche centinaia di metri più a nord, nell’area trafficata di cittadini benestanti di Montana Avenue, i liceali, robusti giocatori di football dai tratti gentili e ragazze pompon dalle ciglia lunghe, intenti a promuovere leccornie invitanti.

Accalcati intorno a tavolini pieghevoli, sommersi di dolci e risate, questi ragazzi e queste ragazze indossano con orgoglio misto a pudore i colori della scuola che rappresentano. E in un lampo, le lancette degli orologi girano al contrario, cancellando i cellulari di ultima generazione a vantaggio di telefoni fissi dall'aspetto datato.

In quest’angolo di città, a qualche isolato di distanza dall’oceano azzurro, ci si ritrova così catapultati in uno spazio di brillantine e di code di cavallo, di drive-in e di gonne a pieghe; senza il minimo sforzo, né la minima costrizione.

Mentre il resto del mondo vive la giornata come ha vissuto la precedente e come vivrà la successiva, qui, nel regno del Verosimile e dell’Adattabile, la realtà si confonde nuovamente con la fantasia, il presente si mescola una volta di più col passato. Regalando, immancabilmente, emozioni inaspettate.


E.M., Santa Monica