mercoledì 5 febbraio 2014

Notizie da Lilliput 164: La calma dopo la tempesta

Il giorno dopo la grande bufera di vento che l’ha sconquassata inaspettatamente, Santa Monica si risveglia con lo sguardo stupito di chi ancora non si capaciti di quanto successo.

Immobile, fissa stordita le strade, disordinate e tappezzate di foglie e di rami come dopo una festa alla quale ci si sia lasciati troppo andare.

Con i bigodini in testa e il trucco sfatto, ciabatta senza meta, prendendo pazientemente nota dei disagi provati e dei danni subiti, nella speranza che i raggi del sole pongano fine alla bizzarria di questo inizio febbraio.

Incredula, si è perfino dovuta gettare un’elegante coperta sulle spalle (ché la furia degli agenti atmosferici non è ragione sufficiente a rinunciare a un poco di salutare vanità): la temperatura, infatti, estiva fino alla settimana scorsa, sembra aver scelto bruscamente rigori invernali.

Rivelando una sensibilità fuori dell’ordinario, ha preso a sistemare con delicatezza le chiome scarmigliate delle palme; a curare le screpolature nella loro corteccia ferita dalla furia delle raffiche; a consolare scoiattoli e uccelli straniti dal cambiamento climatico.

Incurante del proprio status sociale, ha aspirato di buon grado la polvere dalle automobili intirizzite dal freddo; ha rastrellato vicoli e piazze, terrazze e giardini; ha raccolto la terra volata via dai vasi e ha lavato i vetri e le persiane, gli usci e i portoni.

A metà mattina aveva già provveduto alle riparazioni più urgenti, alle pulizie più pressanti.

Non paga, tuttavia, del lavoro fino a quel momento svolto, ha continuato a perlustrare isolato dopo isolato, quartiere dopo quartiere, con scrupolo e abnegazione.

Di quando in quando, forse temendo dell’animosità nei propri confronti, ha prestato ascolto alle parole dei suoi abitanti, seduti ai tavolini di un bar o in perpetuo transito da un luogo all’altro, da una preoccupazione all’altra; soppesandone ogni termine, analizzandone ogni inflessione.

Dopodiché, ha anche scrutato l’orizzonte, in cerca di segni premonitori, ma poi, rassicurata dal panorama consueto di montagne, acqua e nuvole, ha volto nuovamente lo sguardo a quanti avessero bisogno di una pacca sulle spalle o di un sorriso di conforto.


Perché, nonostante tutto, Santa Monica sa che oggi è un altro giorno e domani sarà anche meglio.

E.M., Santa Monica