Il giorno dopo la
grande bufera di vento che l’ha sconquassata inaspettatamente, Santa Monica si
risveglia con lo sguardo stupito di chi ancora non si capaciti di quanto
successo.
Immobile, fissa
stordita le strade, disordinate e tappezzate di foglie e di rami come dopo una
festa alla quale ci si sia lasciati troppo andare.
Con i bigodini in
testa e il trucco sfatto, ciabatta senza meta, prendendo pazientemente nota dei
disagi provati e dei danni subiti, nella speranza che i raggi del sole pongano
fine alla bizzarria di questo inizio febbraio.
Incredula, si è
perfino dovuta gettare un’elegante coperta sulle spalle (ché la furia degli
agenti atmosferici non è ragione sufficiente a rinunciare a un poco di salutare
vanità): la temperatura, infatti, estiva fino alla settimana scorsa, sembra
aver scelto bruscamente rigori invernali.
Rivelando una
sensibilità fuori dell’ordinario, ha preso a sistemare con delicatezza le
chiome scarmigliate delle palme; a curare le screpolature nella loro corteccia
ferita dalla furia delle raffiche; a consolare scoiattoli e uccelli straniti
dal cambiamento climatico.
Incurante del proprio
status sociale, ha aspirato di buon grado la polvere dalle automobili
intirizzite dal freddo; ha rastrellato vicoli e piazze, terrazze e giardini; ha
raccolto la terra volata via dai vasi e ha lavato i vetri e le persiane, gli usci
e i portoni.
A metà mattina aveva
già provveduto alle riparazioni più urgenti, alle pulizie più pressanti.
Non paga, tuttavia,
del lavoro fino a quel momento svolto, ha continuato a perlustrare isolato dopo
isolato, quartiere dopo quartiere, con scrupolo e abnegazione.
Di quando in quando,
forse temendo dell’animosità nei propri confronti, ha prestato ascolto alle
parole dei suoi abitanti, seduti ai tavolini di un bar o in perpetuo transito
da un luogo all’altro, da una preoccupazione all’altra; soppesandone ogni
termine, analizzandone ogni inflessione.
Dopodiché, ha anche scrutato
l’orizzonte, in cerca di segni premonitori, ma poi, rassicurata dal panorama
consueto di montagne, acqua e nuvole, ha volto nuovamente lo sguardo a quanti avessero
bisogno di una pacca sulle spalle o di un sorriso di conforto.
Perché, nonostante
tutto, Santa Monica sa che oggi è un altro giorno e domani sarà anche meglio.
E.M., Santa Monica