martedì 11 febbraio 2014

Notizie da Lilliput 167: Sunday in a Café with Tom, Dick and Harry

La domenica mattina Montana Avenue si anima delle voci e dei gesti di quanti, dopo una lunga settimana di lavoro e fatica, abbiano finalmente l’occasione di riposarsi e riprendere il fiato.

Desiderosi di vivere una giornata diversa, lontana dai conti e dalle preoccupazioni che, qui come in ogni altro luogo, governano le loro esistenze di comuni mortali, gli abitanti del quartiere si riversano per strada fin da presto, a caccia di luce, a caccia di consimili, a caccia di sorrisi.

Cuori solitari o compagnoni impenitenti, trascinati da cani al guinzaglio o al saldo comando di passeggini e carrozzine, gli uomini e le donne di Santa Monica punteggiano del loro abbigliamento vario e coloratissimo i tanti locali che affollano entrambi i lati dell’elegante viale.

In simili occasioni, uscire di casa in qualsiasi momento, confidando di trovare un tavolo libero da cui osservare, inosservati, il mondo intorno e le sue molteplici attività, è pressoché impossibile.

Ovunque, infatti, espressi e cappuccini, uova strapazzate e panini farciti si rincorrono vorticosamente, in una girandola di aromi e di mascelle, di sapori e di stomaci dura a esaurirsi.

Qua e là, una volenterosa studentessa e un infaticabile crumiro, l’intramontabile tazzone pieno di liquido scuro di fianco e un paio di auricolari tracimanti di musica perfettamente infilati nei timpani, procedono spediti nel compito rigorosamente assegnatosi, incuranti delle altrui parole presenti nell’aria.

L’atmosfera leggera, oggi più festiva che mai, investe tutti, permeando di sé adulti e bambini, persone e animali, lavorando sulle percezioni e sulle coscienze, inebriando menti e alleggerendo animi.

Addirittura il tempo, alla lunga, è costretto a riconoscerne l’innegabile superiorità e a renderle doveroso omaggio: un improvviso raggio di sole, bizzarramente nascostosi da un po’, squarcia infine il cielo grigiastro, inondando i tetti e i marciapiedi del suo allegro scintillio.

I negozianti possono tirare un sospiro di sollievo: il ritrovato tepore, piacevole sul viso come sul resto del corpo, spingerà anche gli spiriti meno inclini al passeggio a abbandonare il comodo sedile, della caffetteria o del ristorante, per un po’ di sano esercizio fisico.

Che, immancabilmente, porterà a una sosta al supermercato, al negozio di scarpe o alla gioielleria d’angolo.

Le lancette dell’orologio, tuttavia, non hanno mai smesso di girare e così, da un minuto all’altro, da un secondo all’altro, le lampade si accenderanno mentre i suoni, progressivamente, si smorzeranno fino a cessare.


In attesa di una nuova settimana, in vista di un nuovo inizio.

E.M., Santa Monica