mercoledì 9 ottobre 2013

Notizie da Lilliput 127: Enchantment Out of The Sea

La notte, la spiaggia di Santa Barbara si anima delle creature dell’oceano.

Nel buio della città addormentata, gli abitanti delle profondità marine lasciano i propri comodi antri per emergere in superficie. Qua, tra i flutti lattiginosi al chiarore lunare, si sgranchiscono gli arti giocando a palla con le foche e i delfini, dopo averli  strappati al sonno dei giusti ridacchiando sommessamente.

Onda dopo onda, al ritmo di movimenti rilassati dal troppo oziare, approdano sul bagnasciuga scuro e fresco, cui hanno pensato con trepidazione per tutto il giorno appena trascorso. Rassicuratisi dell’assenza di altri esseri viventi nelle loro vicinanze, si concedono qualche ora di assoluto relax, alla luce tremula e compiacente del molo poco distante.

Primi a scrollarsi l’acqua di dosso, i tritoni, insospettabili cavalieri cortesi, si affannano con la sabbia umida a rendere il più accogliente possibile l’arrivo delle proprie dame, le sirene. Con mosse precise e esperte modellano dunque castelli e fossati, torri e merli, nel commovente tentativo di restituire uno scorcio domestico alle intransigenti compagne.

Le quali, puntualmente, fingono di apprezzare una simile gentilezza, sollevando un sopracciglio in segno di sorpresa o schiudendo la bocca in un’espressione di meraviglia. Benché intimamente, in realtà, fremano dal desiderio di esplorare, per conto proprio, l’arenile circostante.

Lasciati i fidanzati a chiacchierare di argomenti noiosi e scontati, si dileguano quindi alla chetichella, gorgogliando di piacere all’idea del divertimento prossimo venturo.

Lontane dagli sguardi amorosi e discreti dei possenti anfitrioni, si radunano al riparo di un gruppo di rocce verdi di muschio, a scambiarsi opinioni e segreti. Di quando in quando, percorse da una vena di improvviso autocompiacimento, si spogliano delle code, abbandonandole con noncuranza sulla battigia e, libere, si lanciano in folli corse e balli spericolati.

Nettuno, intanto, è emerso in un ribollire di spuma e, lisciandosi la lunga barba dai riflessi iridescenti, osserva da qualche tempo quelle figlie e quei figli, quelle nipoti e quei nipoti perdersi nella sarabanda consueta della tenebra che celebra la venuta del nuovo giorno.


Un bagliore improvviso richiama l’attenzione dei convenuti: è il sole che si annuncia, imperioso. Il litorale, risuonante di voci e di suoni, ammutolisce di colpo: il rito è concluso, il passaggio è avvenuto. 
Mentre il popolo degli abissi, ebbro dell'esperienza vissuta, si avvia lentamente a casa, dimenticando dietro di sé una scia di ricordi e sospiri.

E.M., Santa Barbara