A volte, il silenzio notturno dell’edificio all’844 della 16°
Strada, a Santa Monica, è rotto inaspettatamente da rumori misteriosi,
provenienti dal giardino prospiciente.
In momenti simili, le menti dei pochi inquilini ancora in piedi
vengono rapite da immagini inquietanti, quando non truculente, legate alla
tradizione cinematografica di questi luoghi, in cui spie e assassini, donne
fatali e investigatori affetti dal mal di vivere si sono avvicendati per decadi
intere.
Il volume del televisore al minimo, ché non si vuole certo
richiamare attenzioni indesiderate su di sé, ci si avvicina quatti al
balconcino e, appiattendocisi contro, con un sospiro trattenuto si sbircia di
sotto.
Una ragazza di circa trent’anni, con le braccia tornite e
colorate al sole generoso della California, sta spaccando legna: lo spettacolo
è talmente insolito, e inaspettato, da non permettere nemmeno la domanda più
scontata e ovvia, perché.
Si osserva la vicina, invece, lavorare alacremente ancora per un
qualche minuto, nella speranza, ora sì, di scoprire la ragione ultima di una
simile bizzarria.
Lo spettacolo che si stava seguendo fino a un attimo prima, poco
importa se un film avvincente o una serie a cinque stelle, ha perso ormai di
fascino, velocemente soppiantato da questo nuovo, più emozionante passatempo.
Purtroppo, a meno di seguire fisicamente la giovane all’interno
di casa sua, pudicamente protetta da tende ingenerose nei confronti di
qualsiasi sguardo indiscreto, la notte non si otterrà altra risposta ai tanti
quesiti impertinenti.
Difficile, d’ora in avanti, non sbirciare almeno per un secondo,
magari perfino due, il cortile confinante, in cerca di nuovi indizi e di nuove
suggestioni.
Il giorno, tuttavia, solitamente foriero di soluzioni e guizzi
d’ingegno, in questo caso non fa che alimentare nuove domande e nuove
illazioni: le finestre ermeticamente chiuse, non un filo di luce attraverso di
esse, sembra quasi che nell’appartamento si viva solo dal calare delle tenebre
in poi.
Pazientemente si attenda perciò l’oscurità.
Frattanto, la fantasia avrà di certo iniziato a vagliare ogni
possibile ipotesi, scartando le più verosimili a vantaggio delle più fantasiose
e favorendo, in tal modo, il superamento dei picchi di spasimo in vista della
risoluzione finale.
Che, come di consueto accade, arriverà, imprevista e inaudita:
un forno a legna, elemento indispensabile all’attività di chef a domicilio
della padrona di casa, necessita, di quando in quando, di ciocchi
scoppiettanti.
Mentre nell’aria già si spande, insinuante e pericoloso, il
profumo invitante delle leccornie proibite.
E.M., Santa Monica