mercoledì 22 gennaio 2014

Notizie da Lilliput 154: La sottile linea immaginaria

Esiste una linea sottilissima e immaginaria che separa nettamente Santa Monica da Los Angeles.

Nelle mattine limpide, di cielo terso e aria cristallina, la si può percepire e quasi sfiorare, seminascosta nel pulviscolo che volteggia sul Santa Monica Boulevard.

In quelle mattine, di ritorno da una lunga e rinvigorente passeggiata per il quartiere giapponese occidentale, si ha la sensazione viva della diversa atmosfera, capace, alle volte, di offuscare i sensi anche al podista più navigato.

Tutt’a un tratto, i graziosi giardini orientali, perfetti nel loro nitore geometrico, e le abitazioni squadrate che fanno loro da discreto fondale, sembrano venire meno, in un guazzabuglio di casette dai colori tenui e di alti palazzi.

Percorrendo Mississippi Avenue, con gli occhi ben aperti a caccia di qualche dettaglio stonato, in cerca di un elemento distorto, si può perfino notare una costruzione abbandonata, assi di legno crepatesi al sole spietato della California meridionale e vetri oscurati per la troppa polvere accumulatasi loro sopra.

Un grande albero getta un’ombra indifferente sul tetto sporco, mentre una folta vegetazione, piante e arbusti in parte bruciati dal calore perenne, si riappropria degli spazi, in una riuscita imitazione di certe paludi degli Stati Uniti meridionali.

Poco più avanti, un gruppetto di donne gorgheggia sommessamente all’esterno di una chiesetta dagli accenti ispanici, e il giovane che si affretta sul marciapiede, esibendo un pesante crocifisso sul petto, si trasforma per un attimo, sotto gli occhi stupefatti di un passante, in una minaccia concreta all’incolumità di quelle ignare gaudenti.

Il cuore in tumulto, il testimone dell’ipotetico gesto criminale accelera il passo, schiacciato dalla malia che lo circonda. Solo dopo molti metri percorsi alla velocità del fulmine potrà riposarsi, le gambe molli per l’immaginario pericolo corso.

A sinistra, intanto, una rimessa di autobus, punteggiata di gomme e copertoni abbandonati alle forze della natura, apre le braccia metalliche, accogliendolo stancamente.

Ma è l’insegna del Santa Monica Boulevard, strada a lui nota, a calamitare la sua attenzione: con un sospiro di sollievo e rinnovato vigore, il viaggiatore vi si affida, felice e rinfrancato.

I negozietti fatiscenti e le facce stanche e abbattute che gli si fanno incontro, tuttavia, lungi dal rassicurarlo, lo gettano nuovamente nello sconforto: nonostante il nome familiare, questo è un tratto di città completamente sconosciuto. E diverso, opposto addirittura, a quello consueto.


Con un moto di rassegnazione, il viandante riprende il proprio cammino alla scoperta di Los Angeles, che, dai tanti visi e dalle innumerevoli vite, lo ha tratto in inganno una volta di più, beffandosi di lui e della sua ingenuità.

E.M., Santa Monica