venerdì 24 gennaio 2014

Notizie da Lilliput 156: Look Out Broadway...

Nuvole biancastre ricoprono il cielo sopra Los Angeles in un tiepido martedì mattina di fine gennaio: la lunga Broadway, una delle principali direttrici cittadine si stende, chiassosa e invitante, attirando con la promessa sulfurea di occasioni imperdibili e di scorci intriganti.

Una volta di più, la Città degli Angeli ha giocato uno scherzo di pessimo gusto all’indirizzo del viaggiatore ingenuo, attratto dalle forme bizzarre del Walt Disney Concert Hall o dai richiami letterari dell’intero quartiere di Bunker Hill.

Inebriandolo di visioni facili, da raggiungersi a piedi e da esperirsi in pochi attimi rilassati, gli ha tenuto nascosto lo spettacolo più affascinante dell’intero centro storico cittadino.

Abbandonate le linee severe del palazzo municipale o della sede del “Los Angeles Times”, infatti, edifici antichi, decorati come voluttuose torte dai gusti esotici, accolgono il passante che abbia coraggiosamente deciso di affrontare l’attraversamento di Broadway, con un misto di indifferenza e malizia, suggerendo giorni lontani intrisi di mistero e peccato.

Ovunque, tracce di un’industria filmica tra le più coriacee al mondo invitano a prendere nota di indirizzi e numeri telefonici, nel caso si fosse interessati alla riconversione di quegli spazi, per la maggior parte magazzini polverosi al di là di saracinesche cigolanti, in set cinematografici dalla dubbia moralità, ma dall’indiscutibile incanto.

Negozi e negozietti tracimanti di articoli a poco prezzo si affollano gli uni sugli altri, rendendo idealmente faticosa la passeggiata incuriosita del turista per caso.

Dalle vetrine, nelle quali è impossibile scorgere anche solo un centimetro quadrato vuoto, merci di tutti i tipi si rivolgono alle orecchie che vogliano prestare loro attenzione.

Abiti da sposa gialli, rosa intenso o verde petrolio contendono a apparecchiature tecnologiche di poco conto l’occhio distratto del pedone; mentre i gestori di quelle attività commerciali, generalmente asiatici di importazione, ciondolano sul marciapiede con lo sguardo perso nel vuoto.

Teatri e sale di proiezione di illustri natali, ingressi trionfali e richiami a altri tempi e altri luoghi, ospitano ora spettacoli dagli accenti messianici, in paziente attesa del proprio destino.

Su alcuni di loro ancora campeggiano, lascivamente o tristemente a seconda della disposizione d’animo, i titoli accattivanti dell’ultima pellicola proiettata, prima che il senso strisciante di decadenza e fatalità, che permea di sé l’intero quartiere, raggiungesse il loro cuore pulsante.


Ma le nuvole, intanto, sospinte da un vento improvviso, si sono levate in volo, permettendo al sole di riscaldare gli atri bui e di illuminare i visi abbattuti.

E.M., Santa Monica