La domenica mattina
Montana Avenue si anima delle voci e dei gesti di quanti, dopo una lunga
settimana di lavoro e fatica, abbiano finalmente l’occasione di riposarsi e
riprendere il fiato.
Desiderosi di vivere
una giornata diversa, lontana dai conti e dalle preoccupazioni che, qui come in
ogni altro luogo, governano le loro esistenze di comuni mortali, gli abitanti
del quartiere si riversano per strada fin da presto, a caccia di luce, a caccia
di consimili, a caccia di sorrisi.
Cuori solitari o
compagnoni impenitenti, trascinati da cani al guinzaglio o al saldo comando di
passeggini e carrozzine, gli uomini e le donne di Santa Monica punteggiano del
loro abbigliamento vario e coloratissimo i tanti locali che affollano entrambi
i lati dell’elegante viale.
In simili occasioni,
uscire di casa in qualsiasi momento, confidando di trovare un tavolo libero da
cui osservare, inosservati, il mondo intorno e le sue molteplici attività, è
pressoché impossibile.
Ovunque, infatti, espressi
e cappuccini, uova strapazzate e panini farciti si rincorrono vorticosamente,
in una girandola di aromi e di mascelle, di sapori e di stomaci dura a
esaurirsi.
Qua e là, una
volenterosa studentessa e un infaticabile crumiro, l’intramontabile tazzone
pieno di liquido scuro di fianco e un paio di auricolari tracimanti di musica
perfettamente infilati nei timpani, procedono spediti nel compito rigorosamente
assegnatosi, incuranti delle altrui parole presenti nell’aria.
L’atmosfera leggera,
oggi più festiva che mai, investe tutti, permeando di sé adulti e bambini,
persone e animali, lavorando sulle percezioni e sulle coscienze, inebriando
menti e alleggerendo animi.
Addirittura il tempo,
alla lunga, è costretto a riconoscerne l’innegabile superiorità e a renderle
doveroso omaggio: un improvviso raggio di sole, bizzarramente nascostosi da un
po’, squarcia infine il cielo grigiastro, inondando i tetti e i marciapiedi del
suo allegro scintillio.
I negozianti possono
tirare un sospiro di sollievo: il ritrovato tepore, piacevole sul viso come sul
resto del corpo, spingerà anche gli spiriti meno inclini al passeggio a
abbandonare il comodo sedile, della caffetteria o del ristorante, per un po’ di
sano esercizio fisico.
Che, immancabilmente,
porterà a una sosta al supermercato, al negozio di scarpe o alla gioielleria
d’angolo.
Le lancette
dell’orologio, tuttavia, non hanno mai smesso di girare e così, da un minuto
all’altro, da un secondo all’altro, le lampade si accenderanno mentre i suoni,
progressivamente, si smorzeranno fino a cessare.
In attesa di una
nuova settimana, in vista di un nuovo inizio.
E.M., Santa Monica