La piscina si va lentamente
riempiendo dei primi intrepidi che, nonostante la temperatura ancora frizzante,
smaniano per un tuffo nell’azzurro invitante e nel giallo del sole.
Le finestre dell’albergo, uno
dei tanti, a Carlsbad, Contea di San Diego, California, guardano speranzose verso l’oceano,
particolarmente calmo in questa mattina di metà febbraio.
La nebbia ha imperversato
nella zona, coprendo l’orizzonte del suo manto soffice e impenetrabile, e ora
gli occhi faticano a riabituarsi alla visuale nitida e al bagliore abbacinante
tutt’intorno.
Poco distante, tuttavia, si
può finalmente distinguere una sottile striscia d’asfalto a separare la
costruzione dalla spiaggia che corre, da nord a sud, intrecciando le città
costiere del suo indiscutibile fascino.
Sulla distesa di sabbia
chiara, torrette di controllo si affollano le une intorno alle altre, quasi che
a stare così vicine, sebbene apparentemente prive di bagnini a occuparle, sia
loro più facile intervenire in caso di necessità — per l’avvistamento di uno
squalo, per lo svenimento di un villeggiante.
Oltre le automobili, numerose
sul ciglio della strada, le ruote piacevolmente affondate nel terreno morbido,
si stende un territorio a metà tra la brughiera e il Far West.
Chiazze d’acqua scura, simili
a gigantesche pozzanghere, circondate da ciuffi d’erba salmastra immobili
nell’aria immobile, occupano ora il panorama della loro inquietante presenza, suggerendo
una riflessione imperiosa sulla caducità della vita e sulla fugacità della bellezza.
Di quando in quando, un
ponticello di legno si erge incerto su dei pali malaticci, troppo insicuro di
sé e della propria funzione per sviare lo sguardo dal clima sofferente che
infesta questi luoghi.
Eppure, uomini e donne,
anziani e bambini, non sembrano risentire particolarmente del sortilegio
indistinto che grava sulle rocce, nelle case, sotto le coperte: imperterriti,
sciamano ovunque ci sia un richiamo forte abbastanza da strapparli alla
distrazione precedente, all’incanto appena passato.
Addossati alle vetrine di un
negozio di antiquariato o placidamente appollaiati su sedie e poltroncine
all’esterno di un ristorante o di una caffetteria; in fila davanti all’ingresso
di un cinema dai nobili trascorsi o in attesa ai semafori, vestiti di abiti
leggeri, turisti e autoctoni camminano fianco a fianco, sorridendosi e
accennando un reciproco saluto.
Mentre il giorno, frattanto,
si è fatto radioso e caldo come il tempo d’estate.
E.M., Carlsbad