venerdì 21 febbraio 2014

Notizie da Lilliput 172: Carlsbad, Esterno Giorno

La piscina si va lentamente riempiendo dei primi intrepidi che, nonostante la temperatura ancora frizzante, smaniano per un tuffo nell’azzurro invitante e nel giallo del sole.

Le finestre dell’albergo, uno dei tanti, a Carlsbad, Contea di San Diego, California, guardano speranzose verso l’oceano, particolarmente calmo in questa mattina di metà febbraio.

La nebbia ha imperversato nella zona, coprendo l’orizzonte del suo manto soffice e impenetrabile, e ora gli occhi faticano a riabituarsi alla visuale nitida e al bagliore abbacinante tutt’intorno.

Poco distante, tuttavia, si può finalmente distinguere una sottile striscia d’asfalto a separare la costruzione dalla spiaggia che corre, da nord a sud, intrecciando le città costiere del suo indiscutibile fascino.

Sulla distesa di sabbia chiara, torrette di controllo si affollano le une intorno alle altre, quasi che a stare così vicine, sebbene apparentemente prive di bagnini a occuparle, sia loro più facile intervenire in caso di necessità — per l’avvistamento di uno squalo, per lo svenimento di un villeggiante.

Oltre le automobili, numerose sul ciglio della strada, le ruote piacevolmente affondate nel terreno morbido, si stende un territorio a metà tra la brughiera e il Far West.

Chiazze d’acqua scura, simili a gigantesche pozzanghere, circondate da ciuffi d’erba salmastra immobili nell’aria immobile, occupano ora il panorama della loro inquietante presenza, suggerendo una riflessione imperiosa sulla caducità della vita e sulla fugacità della bellezza.

Di quando in quando, un ponticello di legno si erge incerto su dei pali malaticci, troppo insicuro di sé e della propria funzione per sviare lo sguardo dal clima sofferente che infesta questi luoghi.

Eppure, uomini e donne, anziani e bambini, non sembrano risentire particolarmente del sortilegio indistinto che grava sulle rocce, nelle case, sotto le coperte: imperterriti, sciamano ovunque ci sia un richiamo forte abbastanza da strapparli alla distrazione precedente, all’incanto appena passato.

Addossati alle vetrine di un negozio di antiquariato o placidamente appollaiati su sedie e poltroncine all’esterno di un ristorante o di una caffetteria; in fila davanti all’ingresso di un cinema dai nobili trascorsi o in attesa ai semafori, vestiti di abiti leggeri, turisti e autoctoni camminano fianco a fianco, sorridendosi e accennando un reciproco saluto.


Mentre il giorno, frattanto, si è fatto radioso e caldo come il tempo d’estate.

E.M., Carlsbad