Le città balneari
della California meridionale, nella Contea di Orange, si susseguono una
appresso all’altra, come perline di una graziosa e variopinta collana.
Attraversate con
calma in una mattina di sole, richiamano scenari diversi e suggestioni
apparentemente inconciliabili tra di loro, quasi che in ogni angolo, in ogni
vicolo, in ogni strada ci sia un mondo a se stante, inafferrabile e
irraggiungibile.
Complice il traffico
urbano, di quando in quando perfino petulante durante il fine settimana,
dall’abitacolo piacevolmente fresco della macchina le si può osservare con
attenzione, nel tentativo di registrarne tutti i particolari, nella speranza di
coglierne l’essenza più vera e nascosta.
Spesso distese per
miglia e miglia lungo la costa, attirano a volte con quell’aria un po’
annoiata, un po’ blasé, nemmeno
fossero afflitte da un incomprensibile mal di vivere.
Sono questi i momenti
in cui ci si sente fuori posto, intrusi, di minuto in minuto sempre più
desiderosi di oltrepassare i confini vaghi del centro abitato, in cerca di un
momento di pausa, di un attimo di respiro.
Altre volte, invece, da
quegli stessi luoghi ci si sente coccolati, protetti, addirittura viziati.
Le case, i negozi,
gli incroci, emanano una luce particolare, trasudano calore umano e ricordi
legati a tempi lontani, all’adolescenza, all’infanzia, e anche oltre.
Allora non ci si
vorrebbe più staccare dal finestrino, perché si è appena incrociato un intero
quartiere che pare provenire da un villaggio inglese del XIX secolo o perché si
sta superando un passaggio a mare stretto e scosceso, incorniciato di
rampicanti e di immagini cinematografiche.
Poco oltre, una fila
ordinata di pedoni attende il proprio turno al semaforo, nella mente e nel
cuore solo lo sciabordio dell’oceano dall’altra parte dell’isolato e la
frenesia di affondare i piedi già scalzi nella sabbia tiepida.
Mentre al riparo di
pergolati dagli accenti francesi si riposano i clienti delle caffetterie
ricercate e dei ristoranti costosi.
Lentamente, al suono
di toponimi esotici, sfilano marine incantevoli e yacht di lusso, campi da golf
impeccabili e condomini da Mille e una notte.
Di epoca in epoca, di
set in set, si attraversano così non solo la Contea di San Diego e quella diLos Angeles, ma anche umori e passioni, sogni e finzioni, in un turbinio
accelerato fino allo spasimo.
E.M., Carlsbad
